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Labirinti e Siepi nei grandi giardini del rinascimento

Labirinti e Siepi

Abbelliscono parchi e giardini, delimitano i territori segnando i confini, nascondono alla vista. Sono molti gli usi che si possono fare delle siepi e tanti i tipi di piante appartenenti a questa categoria. Certamente l’utilizzo che più lascia spazio all’immaginario riguarda il labirinto. Luogo misterioso, in cui perdersi, il labirinto possiede infinite suggestioni e da sempre suscita una forte attrazione negli esseri umani, inevitabilmente affascinati dall’idea di perdere la strada per poi ritrovarla. Il labirinto rappresenta l’ignoto, la paura e la sfida. 

Nel mondo esistono moltissimi labirinti realizzati con le siepi. Dedali verdi dalle dimensioni e forme più svariate. Il più lungo del mondo è stato fino a poco tempo fa il Longleat Hedge Maze, situato in Inghilterra, vicino alla città di Warminster, nella casa signorile inglese di Longleat. Progettato e realizzato nel 1975, il percorso ha una lunghezza totale di 2,72 km, è sdraiato su 1,5 ettari ed è composto da 16.000 tassi inglesi (Taxus baccata) mantenuti costantemente all’altezza di circa due metri e mezzo. Tale record è stato recentemente battuto dall’Italia. A Fontanellato, in provincia di Parma, è stato infatti da poco inaugurato il Labirinto della Masone, ideato e realizzato da Franco Maria Ricci, editore e designer. Costruito con piante di bambù, la superficie che copre è di circa otto ettari e i percorsi si sviluppano per più di tre chilometri. Il labirinto della pace di Castelwellan, in Irlanda, è invece uno dei più grandi d’Europa e il terzo più vasto al mondo. Finanziato dalla Comunità Europea, nell’ambito delle iniziative promosse per la pace nel nord dell’Irlanda, è mediamente percorribile in 40 minuti. In Italia fra i più famosi labirinti è impossibile non citare quello di Villa Pisani, a Stra (Venezia) realizzato con siepi di bosso (Buxus sempervirens) e conosciuto per il gioco della dama e del cavaliere che nel ‘700 si faceva al suo interno. Al Castello di San Pelagio, a Padova, è invece possibile perdersi all’interno del “Labirinto del Minotauro”, dedicato al celebre mito di Cnosso. 

innocenti e mangoni, mangoni