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nel cuore della toscana

PISTOIA

la città delle piante

pistoia città d'arte toscana

PISTOIA, PICCOLA GRANDE CAPITALE TOSCANA

Ti appare radiosa di luce in una bella giornata di primavera e non la scordi più. Pistoiacircondata dalla verde fascia di vivai e coltivazioni agricole, ti sorprende all'orizzonte risplendente di colori antichi, che sanno di storia. Ti stupisce con i suoi tetti in cotto, le mura medievali e le sagome inconfondibili dei gioielli monumentali, dalla cupola dell'Umiltà al campanile di San Zeno, alla Torre detta di Catilina, e la natura sullo sfondo superba con la cornice delle grandi montagne dell'Appennino. La capitale del vivaismo europeo dista appena 30 chilometri da Firenze e come la città gigliata anche “lei” ha una storia antica.

La sua origine si fa risalire agli Etruschi, ne fu probabilmente un avamposto viario verso l'Appennino, ma acquista importanza con la dominazione romana quando diviene un importante municipio sulla Via Cassia. Occupata dai Longobardi diviene libero comune nell'XI secolo, poi conosce l'occupazione di Lucca (1322) e di Firenze, nel 1351, e raggiunge il suo massimo splendore artistico e culturale, sotto il governo dei Medici e dei Lorena. La città è capoluogo di provincia  dal 1927 ed è stata decorata con la medaglia d'argento per i sacrifici della popolazione e la lotta partigiana di liberazione durante la Seconda guerra mondiale.

CITTÁ DI POETI, ARTISTI E VIAGGIATORI

Pistoia città dei vivai

Pistoia ha avuto figli eccelsi. Uno dei più grandi fu Lucio Sergio Catilina, si direbbe oggi un leader politico di successo, noto per la congiura che porta il suo nome per sovvertire la Repubblica Romana, del quale il suo acerrimo nemico Cicerone ebbe a dire : “aveva accolto a sé anche persone e buone. Era gaio, spavaldo, attorniato da uno stuolo di giovani. Vi erano in quest'uomo caratteristiche singolari: la capacità di legare a sé l'animo di molti con l'amicizia, conservarli con l'ossequio, far parte a tutti di ciò che aveva, prestar servigi a chiunque con il denaro, con l'opera...”.

Nel gennaio del 62 a.C. Catilina, con un centinaio di suoi fedelissimi, fu intercettato dall'esercito romano nella piana denominata Ager Pisternensis, nei pressi dell'odierna Pistoia, e ammazzato in battaglia: i suoi resti furono gettati nel fiume.

Pistoiese fu Cino da Pistoia, ovvero Guittoncino di ser Francesco dei Sigisbuldi (1270-1336), grande poeta e giurista amico di Dante Alighieri e maestro di Francesco Petrarca. Compose le Rimee fu uno degli innovatori del Dolce stil novo, la corrente letteraria che consacrò la lingua volgare in suprema letteratura. E in tempi più recenti nella città murata ha vissuto un altro grandissimo poeta della Letteratura Italiana, Giosué Carducci (1835-1907): il vate ufficiale della nazione, originario di Valdicastello (Lucca) e Premio Nobel per la poesia nel 1906, nel 1859 ha insegnato latino e greco presso il locale Liceo classico Niccolò Forteguerri.

Tra i grandi del Novecento si ricordano altri due illustri pistoiesi: un artista del valore di Marino Marini (1901-1980), scultore, pittore e incisore tra i più innovativi e noti del XX secolo. E un architetto tra i più grandi che l'Italia moderna abbia avuto, Giovanni Michelucci (1891-1990): a lui tra le tante opere si devono la stazione fiorentina di Santa Maria Novella, le chiese dell'Autostrada del Sole (Firenze), di Longarone (Belluno) e della Vergine (Pistoia), il Ponte alle Grazie e la sede dalla Cassa di Risparmio di Firenze. Ha vissuto per molto tempo a Orsigna, frazione montana di Pistoia, Tiziano Terzani (1938-2004), grande giornalista e scrittore contemporaneo. E stato corrispondente in Estremo oriente e in Asia per importanti testate, vivendo a Pechino, Tokyo, Singapore, Hong Kong, Bangkok e Nuova Delhi, New York e ha pubblicato decine di libri di successo.

UNA META TURISTICA RICCA DI CAPOLAVORI D'ARTE

Pistoia Città delle piantePistoia è anche un città turistica. Merita essere visitata per la bellezza dei suoi vicoli, delle sue tante chiese, dei palazzi antichi, dei musei e delle ville che ne impreziosiscono le colline e la sua campagna. Cuore della città è il centro storico ricco di pregevoli monumenti romanici e rinascimentali che vanta una delle più belle piazze d'Italia: piazza del Duomo, che coincide con l'oppidum di epoca romana ed è la parte più rappresentativa del borgo medievale.

In questa suggestiva e geometrica piazza si ammira la Cattedrale di San Zeno (X-XIII sec.) che custodisce l'altare argenteo di San Jacopo, capolavoro di orificeria sacra di Filippo Brunelleschi, e che sotto al presbiterio conserva ancora i resti di una villa romana. Svetta la Torre del campanile (XII-XVI sec.) ricavata su una analoga costruzione longobarda, è alta 67 metri. Domina Il Battistero di San Giovanni (1377), realizzato secondo Giorgio Vasari da Andrea Pisano, bellissimo edificio a pianta ottagonale con decorazioni in marmi bianchi e verdi in stile gotico e la pittoresca cupola.

E arricchiscono lo scenario monumentale gli antichi palazzi dei Vescovi (X-XI sec.), degli Aziani poi del Comune (1294), del Pretorio ora del Tribunale (1367) e la Torre detta di Catilina, pinnacolo medievale alto 30 metri, con la vicina via Tomba di Catilina, dove secondo la leggenda il congiuratore romano sarebbe stato sepolto.

Basta fare pochi passi dalla piazza del Duomo per ammirare altri capolavori d'arte sacra.

Tra tutti la Basilica della Madonna dell'Umiltà, fondata nel 1495 su progetto di Giuliano da Sangallo e coronata da una cupola ottagonale di Giorgio Vasari, alta 59 metri: il grande architetto e biografo si volle ispirare a quella di Santa Maria del Fiore di Firenze. Oppure altri gioielli in stile romanico, come le chiese di San Giovanni Fuorcivitas (XII-XIV sec.), che custodisce svariati capolavori (il Pergamo di fra' Guglielmo da Pisa del 1270, la Visitazione di Luca della Robbia in terracotta invetriata del 1445, il chiostro del Duecento), e di Sant'Andrea, che vanta il celebre pulpito di Giovanni Pisano.

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