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Le mini foreste urbane di Akira Miyawaki

Akira Miyawaki (1928-2021) è stato un botanico giapponese teorizzatore della riforestazione urbana: la ricostruzione delle foreste primigenie con piante autoctone. La sua teoria si sviluppa negli anni settanta dopo una ricerca botanica sulle foreste presenti in Giappone: nessuna aveva più piante autoctone ma era costituita da piante non locali e non presentava più strati vegetali. Infatti una foresta è considerata primigenia se non è stata manomessa dall’opera dell’uomo. In Europa le ultime foreste di questo genere sopravvivono in Romania, in Finlandia e in Siberia. Esse sono costituite da piante non piantate dall’uomo, ma riprodotte dal ciclo naturale della foresta.

Il metodo di riforestazione di Miyawaki

Le foreste sono formate da più strati di vegetazione: alberi ad alto fusto convivono con alberi di medie e piccole dimensioni, arbusti e vegetazione spontanea del sottobosco. In una foresta così composta la fotosintesi è più accentuata e l’assorbimento di inquinamento acustico e di polveri sottili, rende la qualità dell’aria e della vita migliori. La riforestazione secondo il metodo di Akira Miyawaki risulta essere migliore sotto alcuni aspetti: le foreste in miniatura crescono 10 volte più velocemente, diventano 30 volte più fitte e hanno un livello di biodiversità 100 volte maggiore rispetto a quelle piantate con metodi più convenzionali. La salvaguardia della biodiversità locale è uno degli aspetti più importanti del metodo, ogni foresta ricreata sarà diversa dalle altre. 

Le mini foreste nel mondo

Le teorie di Miyawaki si possono applicare in grandi spazi come in un giardino. La ricerca dei semi e delle piante locali porta poi alla creazione del substrato dove metterli a dimora e dove rispettare i futuri spazi di crescita. A partire dal Giappone e poi in tutta l’Asia, sono state create oltre 1.700 foreste urbane. In Europa con le organizzazioni ‘Urban Forest’ in Francia e Belgio e ‘Tiny Forest’ in Olanda sono state costituite più di 200 foreste. A Tolosa per esempio è stata creata una foresta Miyawaki di 22 specie, con 1.200 alberi su 400mq; a Zaandam invece 40 specie, con 600 alberi su 250mq.

Il progetto italiano di TreeTime

Anche in Italia, a Montepulciano Scalo, tre giovani agronomi (Guido Cencini, Andrea Pagliai e Gabriele Mori) hanno dato vita ad un progetto di riforestazione urbana ai margini del loro abitato. Lo studio della vegetazione locale e della provincia di Siena ha rilevato che la pianta più diffusa è la quercia (Quercus), insieme a cerri (Quercus cerris), ciliegi (Prunus avium), biancospini (Crataegus monogyna), tigli (Tilia), roverelle (Quercus pubescens), aceri campestri (Acer campestre), peri selvatici (Pyrus pyraster). Lo spazio è stato diviso in quattro stanze con un camminamento a croce, per le visite didattiche. Il terreno è stato preparato con una pacciamatura di paglia e corteccia, che servono a trattenere l’umidità. Le piante sono state piantate a breve distanza tra loro, con il terreno preparato con compost e biomasse naturali.

Riforestazione urbana con le piante del nostro vivaio

Varietà come Quercus, Prunus, Tilia e Aceri, sono perfette per ripopolare gli spazi urbani e donare ossigeno a spazi artificiali. Ricreare anche piccoli boschi nelle città è uno dei modi per combattere il riscaldamento delle città. 

La quercia (Quercus Ilex) è un genere di alberi della famiglia delle Fagacee, sempreverdi, molto apprezzati per il portamento e il fogliame verde-scuro, e grigio-argento appena spuntato. Il portamento è arrotondato ed è molto apprezzata anche la corteccia di colore grigio scuro, più chiare sulla pagina inferiore.

Prunus

In vivaio abbiamo molte varietà di Prunus, sempreverdi della famiglia delle Rosacee. Si tratta di piante rustiche che tollerano sia ombra che sole e si adattano a qualsiasi specie di terreno. Alcune specie come il Prunus Dulcis (mandorlo) e il Prunus Perisca (pesco) sono coltivate per i frutti commestibili.

Tilia

La Tilia o Tiglio fa parte della famiglia delle tiliacee ed è un genere di alberi decidui, molto profumati e dal portamento imponente. Trovano spazio nei viali cittadini e nelle aree verdi disseminate in città. Nei parchi si può utilizzare come esemplare singolo, a piccoli gruppi e per la creazione di boschetti

Aceri

Le varietà di Acero disponibili in vivaio sono davvero molte. Gli aceri fanno parte del genere delle Aceracee, alberi decidui e sempreverdi. Si tratta di piante rustiche o quasi rustiche, che devono essere posizionate all’ombra parziale o al sole e in terreni fertili. Tra le varietà spiccano gli aceri giapponesi per lo stupendo foliage autunnale.

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Photo credits – Envato